19 parole di altre lingue per un tatuaggio originale

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Fonte immagini: Pinterest.com e Instagram.com

Capita a tutti a volte di aver difficoltà nel trovare la parola giusta per definire qualcosa, specialmente se si tratta di una sensazione o un’emozione. Benché l’italiano infatti sia una lingua d’origine latina, e quindi molto articolata e ricca, spesso non esiste una parola che definisca esattamente quel che proviamo e pensiamo. Ci sono però parole in altre lingue che lo fanno e che possono essere uno spunto interessantissimo per un tatuaggio con scritte.

Ecco quindi una gallery con qualche idea di parole in altre lingue o parole composte giocando con etimologie di altri idiomi che possono essere utilizzate per un tatuaggio originale e personalissimo, che definisca quel che proviamo e abbiamo provato in merito a una data circostanza.

Altre parole che descrivono perfettamente sensazioni ed emozioni e che si prestano per tatuaggi con una parola sola sono:

Sonder: la consapevolezza che ogni passante ha una vita complessa quanto la nostra

Opia: l’ambigua intensità che si ha nel guardare qualcuno negli occhi, che ci fa sentire invasi e al contempo, vulnerabili

Monachopsis: la costante e sgradevole sensazione di sentirsi fuori posto

Enouement: la sensazione dolce e amare di essere arrivati nel futuro, aver visto come sono andate le cose ma non essere in grado di avvisare noi stessi nel passato. Il così detto “senno di poi”

Jouska: una conversazione concitata che però si svolge tutta nella nostra testa

Chrysalism: l’avvolgente sensazione di chi sta in un luogo chiuso e raccolto mentre all’esterno c’è brutto tempo

Ellipsism: la tristezza e l’aspettazione che si provano quando non si può sapere come andranno a finire le cose

Kuebiko: la sensazione di sentirsi esausti quando si assiste a scene di violenza ingiustificate

Exulansis: la tendenza a rinunciare a raccontare un’esperienza perché gli interlocutori non possono comprenderla

Nodus tollens: la consapevolezza che la trama della nostra vita non ha più senso e va cambiata

• Occhiolism: la consapevolezza di quanto è limitata la nostra visione delle cose, la nostra prospettiva

 

(Parole tratte dall’opera The Dictionary of Obscure Sorrow di John Koenig)

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