Domanda di: Dr. Selvaggia Bruno | Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026 Valutazione: 4.2/5
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Per contestare una bolletta di luce, gas o acqua, il primo passo è inviare un reclamo scritto (raccomandata A/R o PEC) direttamente al fornitore. Se non si riceve risposta o questa non è soddisfacente entro 40-50 giorni, ci si può rivolgere al Servizio Conciliazione ARERA, alle associazioni dei consumatori o al Giudice di Pace.
Un esempio può essere lo sportello per il consumatore, gestito dall'ARERA, acronimo di Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che offre assistenza gratuita per tutti i problemi legati alla contestazione delle bollette.
Sì. Se un cliente ritiene inesatta la somma richiesta per la sua fornitura, può inviare al venditore una comunicazione scritta nella quale presenta le proprie contestazioni in merito (richiesta scritta di rettifica di fatturazione o una richiesta scritta di rettifica per fatturazione di importi anomali).
In questi casi la tempestività della contestazione è fondamentale. Anche se in generale, il termine per contestare una bolletta è di 2 anni dalla data di emissione, secondo quanto previsto dalla prescrizione biennale introdotta dalla Legge di Bilancio 2018.