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Perché a Bologna si dice rusco?
Quando a Bologna sentite dire “porto giù il rusco”, non si intende portare a spasso il cane. In dialetto “rusco”, starebbe a indicare una pianta cespugliosa o più precisamente un “pungitopo”, (in latino ruscus), che veniva utilizzato per realizzare scope e altri strumenti per la pulizia della casa.
Come si riproduce il ruscus?
La moltiplicazione del ruscus aculeatus avviene a settembre o in marzo per divisione dei cespi o trapiantando i giovani germogli che si staccano dalle piante madri. La riproduzione per seme si effettua a settembre ma dà risultati in tempi molto più lunghi.
Quando si semina il ruscus?
L'epoca d'impianto delle piantine in piena terra va da settembre a febbraio. La densità d'impianto è mediamente di 12 - 15 piante/mq lordo, su una superficie suddivisa in tavole da 60-70 cm e passaggi da 3040 cm, in modo da favorire, con la crescita, un sufficiente accestimento.
Dove trovare il pungitopo?
Predilige le zone calde e soleggiate e i terreni calcarei, lo si trova facilmente nei luoghi aridi e sassosi, nei boschi, soprattutto nelle leccete e nei querceti, sensibile al freddo intenso, per cui solo nelle zone meridionali la si può trovare oltre i 1.200, nel resto d'Italia difficilmente vegeta sopra i 600 m ...
A cosa serve l'ippocastano?
Nella medicina popolare, le foglie di ippocastano vengono utilizzate come rimedio contro la tosse, le artriti e i reumatismi. Altri impieghi non approvati delle foglie di questa pianta, riguardano il loro utilizzo per contrastare disturbi quali emorroidi, flebiti, vene varicose e dolori mestruali.
Come si chiama il pungitopo in italiano?
Il pungitopo (Ruscus aculeatus) è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Noto anche come rusco o pungiratto, questo sempreverde è diffuso allo stato spontaneo nei boschi di tutta l'Europa ed è ampiamente coltivato sia per le sue proprietà medicinali sia, soprattutto, a scopo ornamentale.
Quali sono le proprietà del pungitopo?
Il pungitopo è dotato di attività antinfiammatoria, antiedemigena, astringente e vasoprotettrice. Più in particolare, tali azioni sono ascrivibili soprattutto alla ruscogenina e ai flavonoidi in esso contenuti.
Quali erbe per emorroidi?
L'elicriso, inoltre, è noto per la proprietà antiedemigena (indicato per la sindrome emorroidaria): agisce come decongestionante e diminuisce il dolore. Quest'azione potrebbe essere potenziata da altre piante come cipresso, rusco e centella (droghe vasoattive), o aloe (attività antinfiammatoria).
Quali sono i benefici della bromelina?
Parliamo di Bromelina per descrivere un insieme di enzimi estratti dalla polpa ma soprattutto dal gambo dell'ananas. Questi enzimi hanno azione a supporto per la digestione ma anche per numerosi effetti sistemici: azione antinfiammatoria, antiossidante, antiedemigena, antitrombotica, anticoagulante ed immunomodulante .
Quali sono gli effetti collaterali del Ginkgo biloba?
Se assunto, seguendo le dosi raccomandate, il Gingko biloba è da considerare sicuro e può scatenare solo lievi effetti avversi come:
disturbi di stomaco. mal di testa. capogiri. costipazione. battito cardiaco forte. reazioni allergiche cutanee.
Come si fa un solco nel terreno?
Porre due picchetti lungo i margini dell'aiuola e una funicella tesa a collegarli, quasi a livello del terreno. Tracciare il solco nel terreno con una zappa, seguendo il filo: il tracciato sarà perfettamente lineare.
Qual è la differenza tra pungitopo e agrifoglio?
Entrambe le specie sono sempreverdi, con bacche rosse che maturano in inverno ma mentre il pungitopo ha una spina sola all'estremità della foglia che in realtà è un ramo appiattito, l'agrifoglio ha invece foglie più irregolari e costeggiate di spine.
Perché non si può raccogliere il pungitopo?
Il pungitopo è una pianta originaria dell'Eurasia piuttosto rara in Alto Adige, e proprio per questo motivo protetta sia dalla legge provinciale sulla tutela della natura (legge 6/2010), sia dalla direttiva Habitat.
Come prelevare una talea?
Per praticare una talea bisogna prelevare dei rametti dalle piante prescelte, eliminare le foglie basali, e infine metterli a radicare in piccoli vasetti o altri contenitori riempiti di terriccio e tenuti in un luogo illuminato, che a seconda della stagione dovrà essere riparato o anche all'aperto.
Quali sono le bacche velenose?
Anche le bacche del vischio (Viscum album) sono tossiche, seppure in forma più lieve. Per il clerodendrum (genere Clerodendrum), pianta da giardino di grandi dimensioni con fioriture profumate di colore bianco e rosa, valgono considerazioni analoghe. Le bacche bluastre che produce sono velenose e non vanno mangiate.
Dove mettere una talea?
Umidità ideale nella riproduzione per talea
la talea deve essere posizionata in un luogo parzialmente ombreggiato, per evitarne il disseccamento; il terreno di coltura deve essere umido, ma non eccessivamente perché le talee potrebbero marcire;
Perché si dice del 32?
PERCHE' DA NOI PERO' SI DICE "ZAGNO (freddo) DEL 32" ? A Bologna se c'e' "zagno", c'è molto freddo, se estremizzi con "del 32" vuol dire che e' insopportabile. Infatti il 32 si riferisce al 1832, anno in cui a Bologna ci fu una grossa rivoluzione che portò la città in una confusione totale.
Cosa vuol dire Bona in bolognese?
Stranamente invece “Badanâi”, che in dialetto bolognese significa “ciarpame” o “persona inutile”, in italiano è sinonimo di “Tananâi”.
Come si dice bambino in bolognese?
Cinno: Significa “bambino” in dialetto bolognese, ma è frequentemente utilizzato nelle frasi di rimprovero.