Per fare regate o comunque andare più veloci possibile: dunque per mostrare agli altri quanto si è bravi. Per passare il tempo a migliorarla, pulirla e coccolarla. Per usarla come casa al mare.
Sono ragioni diverse, ma hanno un unico obiettivo: avere la gioia di uscire in mare, ogni volta che si può. È un oggetto che soddisfa il nostro piacere, non certo una necessità, ed è dunque una scelta che mette a confronto emozioni e razionalità in modo profondo.
In Italia viene definita tale una generica unità galleggiante avente dimensioni inferiori ai 24 m (limite dimensionale oltre il quale si parla invece di nave) e superiori ai 10 m (sotto i quali si parla invece di natante), indipendentemente dai sistemi di propulsione utilizzati (vela, motore, remi, etc.).
1 Imbarcazione di legno, o altro materiale galleggiante, che si spinge con remi, con vele o anche con motore, e che non supera un massimo di cento tonnellate di stazza: b. a remi, a vela, a vapore, a motore; b. da diporto, da carico, da pesca, da traghetto, da salvataggio; salire, andare in b.
Il timone è l'organo direzionale dell'imbarcazione ed è costituito da una superficie sagomata a forma di ala (generalmente in legno, metallo, o vetroresina), incernierata a poppa tramite cardini (agugliotti e femminelle), oppure fissata a poppa, sotto la parte immersa dell'imbarcazione tramite un'asse (losca del timone ...