I rave sono delle aggregazioni illegali per ballare e ascoltare musica, che si svolgono fuori dai luoghi che convenzionalmente sono adibiti ad eventi musicali (come bar e discoteche
discoteche
La discoteca è un locale di pubblico spettacolo principalmente destinato a intrattenimenti danzanti, dove si offre produzione di carattere artistico-musicale, dietro il pagamento di un corrispettivo. È un luogo di ritrovo e d'incontro ed è considerata l'evoluzione della vecchia balera.
I giovani sceglievano questi luoghi per esprimere le loro posizioni anticapitalistiche e vicino all'anarchia. Occupare spazi lasciati abbandonati significava anche dar loro una nuova vita, una vita artistica composta da musica e divertimento.
Chi prende parte a un rave, senza organizzarlo, non sarà più punito ai sensi del nuovo art. 633 bis. Ai partecipanti si applicherà l'art. 633 cp che prevede sanzioni detentive e pecuniarie ridotte (reclusione da due a quattro anni e multa da 206 a 2.064 euro).
Il rave sconfina nell'illegalità quando è improvvisato con l'occupazione non autorizzata di edifici, gli allacci elettrici abusivi, la presenza di droga (tranne la marijuana dove consentita) e il volume troppo alto: tutte circostanze che costituiscono singoli reati perseguibili dalle forze dell'ordine.
Chi partecipa ai rave viene definito raver, ma in realtà, ci dice Marco D., storico frequentatore di party che preferisce celarsi dietro un nome fittizio, «oggi noi ci definiamo "clubbers".