Sì, Artemide (greca) e Diana (romana) sono essenzialmente la stessa dea, ma con sfumature diverse: i Romani assimilarono la loro divinità nativa Diana alla dea greca Artemide, fondendone i caratteri, sebbene Diana fosse più focalizzata sulla protezione del parto e Artemide sulla natura selvaggia, entrambe condividendo aspetti come la caccia, la verginità, la luna e la natura.
Artemide fu adorata a Roma e in tutta l'Italia col nome di Diana, appellativo derivante da dies (“giorno” in latino, o forse, più anticamente, “luce”): un nome adatto, dunque a questa divinità della luce, che rappresenta la Luna.
Divinità femminile italica, equivalente della greca divinità Artemis, così come Marte è l'equivalente di Ares. L'etimologia della parola è da riportarsi secondo alcuni a Diviana, da dius, divino (arcaico divios), secondo altri a dies (il giorno).
Artemide è la dea greca della caccia, della natura selvaggia, degli animali e della luna, sorella gemella di Apollo, simbolo di indipendenza, purezza, castità e protezione per le fanciulle e le giovani donne, spesso raffigurata con arco e frecce, circondata da ninfe e animali, e associata alla fertilità femminile, pur mantenendo la verginità. Rappresenta l'energia libera e indomita, l'avventura, la solidarietà femminile e la ricerca di autonomia, legata all'archetipo della donna che si realizza nelle passioni e nel contatto con la natura, ma anche capace di infliggere morte improvvisa, come Apollo.