Giovanni Boccaccio amava follemente una donna conosciuta a Napoli, probabilmente trasfigurata letterariamente nel mito di Fiammetta, musa ispiratrice di molte sue opere. Oltre a lei, amava profondamente la vita in tutte le sue sfumature, la cultura classica, il disegno e l'arte del copista.
Una lunga tradizione identifica Fiammetta con Maria, figlia naturale di re Roberto d'Angiò, sposata a un membro della famiglia d'Aquino. Ma l'esistenza storica di una Maria d'Aquino non è confermata da alcun documento. Il Boccaccio ci racconta di essersi innamorato di lei un sabato santo nella chiesa di S.
Alla base di Fiammetta ci fu forse un'esperienza autobiografica, tuttavia è altrettanto possibile che la donna fosse stata trasfigurata secondo i canoni della tradizione narrativa medievale. In un giorno di primavera, Boccaccio incontra la donna nella basilica di San Lorenzo Maggiore di Napoli e se ne innamora.
Fiammetta. Giovanni Boccaccio conobbe molte donne, ma si innamorò follemente soltanto di lei, la musa che in molte opere compare con il nome di “Fiammetta”.
Tra le sette giovani della brigata incontriamo Fiammetta, che è un mito esistenziale, la donna amata da Boccaccio, musa ispiratrice e personaggio letterario che dà vita al primo 'romanzo psicologico' della nostra letteratura, l'Elegia di Madonna Fiammetta (1343/344).