Tra i firmatari poeti e scrittori come Ungaretti, Pirandello, Marinetti, Malaparte, D'Annunzio, Ardengo Soffici. L'adesione degli intellettuali al fascismo presenta, sul piano culturale, motivazioni diverse. Gabriele D'Annunzio poteva rappresentare un modello illustre, al quale si ispirò anche lo stesso Mussolini.
Il poeta non aderì mai ufficialmente al fascismo (anche se all' inizio aveva aderito ai Fasci di combattimento), ma nonostante ciò molti suoi motti e simboli utilizzati a Fiume, vengono usati dai fascisti per celebrare D'Annunzio come uno dei più importanti e fecondi scrittori Italiani.
Quale fu il rapporto di Pirandello con il fascismo?
L'adesione di Pirandello al regime fascista fu insolita perché si ebbe dopo l'assassinio di Matteotti, quindi in un momento in cui il fascismo era indebolito di fronte all'opinione pubblica e comunque Pirandello fu sempre lontano dal compromesso, fu inutile la propaganda del regime.
Ritiratosi nella villa Cargnacco, in quello che poi chiama il "Vittoriale degli Italiani", sul Lago di Garda, viene colto alla sprovvista dal colpo di mano di Mussolini, con cui negli anni avrà un rapporto difficile, pur diventando, nel 1937, presidente dell'Accademia d'Italia. Muore nel 1938.
Il rapporto tra l'arte e regime fascista non è come con un regime totalitario. Gli artisti erano piuttosto liberi se erano accondiscendenti verso il FASCIO. La I Mostra degli Artisti del Novecento (1923), Mussolini afferma che “ L'arte è l'affermazione dell'individuo e lungi da lui l'idea di creare un'arte di stato”.