Tra queste troviamo ad esempio il deficit di ormone della crescita, l'ipotiroidismo, l'ipercortisolismo, i disordini del metabolismo della vitamina D, il diabete mellito di tipo 1 e altre ancora.
La perdita di appetito, la nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia e dalla radioterapia possono contribuire a un rallentamento della crescita. Questi effetti spesso scompaiono entro uno o due anni dall'inizio del trattamento e alcuni bambini hanno quindi un recupero della crescita.
La crescita è il risultato dell'interazione di fattori genetici, nutrizionali, ormonali ed ambientali che portano al completamento dello sviluppo staturo-ponderale e puberale. Attualmente sono stati identificati ben 220 geni responsabili della bassa statura. Da qui la complessità del processo accrescitivo.
Lo sviluppo in altezza, infatti, è regolato da alcuni ormoni che funzionano dall'infanzia alla pubertà. Dopo, a bloccare il processo di crescita, ci sono gli ormoni sessuali, e in particolare nelle donne i famosi estrogeni.
L'accrescimento si definisce scarso quando la crescita del bambino è inferiore, sulle curve dei percentili di crescita, al 3-5° centile in altezza, in peso o in entrambi. Lo scarso accrescimento, sia esso ponderale e/o staturale, è un sintomo che spinge frequentemente i genitori a richiedere una visita pediatrica.