Domanda di: Dr. Fulvio Bianchi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il sé nella psicologia analitica
Lo psicologo analista Carl Gustav Jung definisce il sé (Selbst) come la totalità psichica rispetto a cui l'io, la nostra parte cosciente, è solo una piccola parte. Il sé come totalità è indescrivibile e non si può separare dall'immagine di Dio.
Il sé è ciò che un individuo pensa di se stesso, l'immagine che ha di sé nei vari contesti sociali in cui è immerso, è espressione di specifici punti di vista e prospettive, è legato allo sviluppo cognitivo del soggetto e alle differenti esperienze che egli affronta nel corso della sua vita e in relazione con gli altri ...
Per concetto di sé (self-concept) si intende la percezione generale che un individuo ha di se stesso e di tutte le sue dimensioni (fisiche, psicologiche, sociali e spirituali); è un'idea che si forma attraverso molteplici esperienze di vario tipo e si modifica nel tempo e in inte- razione con l'ambiente.
L'Io è il centro della coscienza e ha la funzione di relazionarci con la realtà in cui viviamo, rendendoci “consci” di tutto ciò che è fuori e dentro di noi, favorendo così l'adattamento al mondo circostante. Il Sé è il centro della psiche nella sua totalità e ha la funzione di autodefinirci, di darci un'identità.
“il sé”: ciò che il soggetto appare a se stesso, in riferimento alla percezione che egli stesso ha e al segnale che riceve dagli altri. “il senso di sé” rappresenta la consapevolezza che il soggetto ha di sé, la conoscenza della propria autostima ovvero la valutazione di se stesso.