Domanda di: Luce Giordano | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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Se non altro ci ha tolto un dubbio sull'esistenza o meno (sinceramente pensavo si trattasse di una leggenda…) di quello che i detenuti conoscono meglio come “l'ergastolo bianco”, una pena detentiva che si sconta dopo aver già espiato per intero la condanna inflitta in sentenza.
Si tratta dei cosiddetti “ergastoli bianchi”, una sorta di limbo nel quale i pazienti perdevano completamente cognizione di chi fossero, perché fossero lì e per quanto tempo ancora ci dovessero restare.
Si tratta dei delitti di maggiore gravità, come quelli per i quali era un tempo prevista la pena di morte. Quanti tipi di ergastolo ci sono? In Italia esistono due tipi di ergastolo: l'ergastolo normale, che prevede alcuni benefici, e l'ergastolo ostativo, che è la pena detentiva peggiore.
Viene introdotto nel 1890 dal Codice Zanardelli ed è previsto, come è noto, solo per i reati più gravi: oggi è regolato dall'articolo 22 del Codice penale e viene indicato come una pena definitiva perpetua; chi lo riceve, dunque, è condannato a scontare la galera per tutta la durata della propria vita.
Una volta condannati si è obbligati a scontare il proprio ergastolo unicamente in carcere senza alcun tipo di riduzione o beneficio penitenziario, salvo un'unica eccezione: che il condannato diventi collaboratore di giustizia e in questo modo aiuti le autorità a riparare ai propri crimini o a prevenirne altri.