La Legge Martelli (n. 39/1990) è stata la prima normativa organica italiana in materia di immigrazione e asilo politico, emanata per gestire i flussi migratori e regolarizzare gli stranieri già presenti. Promossa da Claudio Martelli, ha definito le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato e introdotto la programmazione degli ingressi.
Questa norma ha abolito la cosiddetta “riserva geografica” alla Convenzione di Ginevra del 1951, un passaggio che limitava il riconoscimento dello status ai rifugiati provenienti dall'Europa. La legge conteneva una normativa che regolava solo in parte la materia dell'asilo.
Affinché il rimpatrio possa avvenire, il cittadino straniero deve essere stato identificato, serve un volo disponibile e del personale di polizia da distaccare per il trasferimento. Inoltre devono esserci degli accordi bilaterali di riammissione o di rimpatrio, tra l'Italia e i paesi di origine dei migranti.
Quali sono le condizioni per cui viene concesso il diritto d'asilo?
Alle persone che nel proprio Paese d'origine hanno subìto o rischiano di subire persecuzioni (come torture fisiche o psicologiche, o pene ingiuste) per motivi di razza, religione, appartenenza a un gruppo sociale o politico.
Come funzionano i centri di accoglienza temporanea?
I CPSA accolgono gli stranieri al loro arrivo nel paese, e danno loro assistenza medica. Sul luogo si procede alla prima identificazione e gli ospiti possono chiedere la protezione internazionale. A seconda delle loro condizioni sono avviati a strutture di altro tipo.