Nell'analisi logica, proprio è prevalentemente un attributo (se aggettivo possessivo) riferito al soggetto, indicando possesso, o una funzione avverbiale (avverbio di modo o intensificatore) che rafforza il senso della frase. Può anche agire come pronome possessivo se sostituisce il nome.
Tra le particolarità dell'aggettivo possessivo, vanno segnalati gli usi di “proprio” e di “altrui”: Proprio e le sue forme declinate (propria, propri, proprie) possono sostituire gli aggettivi possessivi di terza persona suo, sua e loro ma solo nei casi in cui ci sia identità tra il soggetto e il possessore.
2) Nomi propri: indicano qualcosa o qualcuno in modo particolare e specifico, quindi differenziandolo in maniera precisa rispetto alla categoria di appartenenza (come nel caso della differenza che c'è tra “Paolo” e “un uomo”). A differenza dei nomi comuni, i nomi propri hanno l'iniziale maiuscola 2.
AGGETTIVO DETERMINATIVO POSSESSIVO: quando indica a chi appartiene e/o da chi è posseduto ciò che è espresso dal nome cui si riferisce. Si usa nelle frasi con verbo impersonale.
Sono detti propri i nomi «di persona o antroponimi, di luogo o toponimi, di fiume o idronimi, ecc.» che «identificano uno specifico individuo all'interno di una categoria o di una specie» (Luca Serianni, Italiano, Milano, Garzanti, 2000, p. 74).