Il bene viene identificato da Aristotele come causa assoluta di tutte le cose, ma anche come causa finale, in quanto essa è contemporaneamente causa prima e termine ultimo di tutte le cose. Mentre il male consiste proprio nella privazione di questa tendenza della cosa verso la causa finale che è il bene.
Il Bene si traduce quindi in 'giusta condotta': nell'agire secondo leggi morali dettate dall'esterno o autoimposte; il Male, ovviamente, nel suo esatto contrario. Ovviamente è possibile analizzare entrambi i poli secondo criteri differenti; la filosofia ne indaga principalmente due aspetti: uno metafisico e uno morale.
Il male -aggiunge Aristotele- deriva dalla materia ed è quindi una “privazione congenita”. Il concetto di privazione sostenuto dal filosofo greco viene ripreso da Plotino, per il quale il male è una specie di non-essere. La concezione del male come non-essere è oggetto della riflessione di tutta la filosofia cristiana.
In Al di là del Bene e del Male Nietzsche esprime l'auspicio che sopraggiunga una società nuova in cui gli uomini superiori possano liberarsi dai vincoli morali ed elevarsi al di sopra della massa.
Per bene si intende ciò che ha in sé le caratteristiche adatte a soddisfare le esigenze dell'uomo, e costituisce quindi il fine dell'azione umana. Si può dire che è un bene tutto ciò che è utile,che dà piacere,felicità ecc..