Che era o ch'era?
Domanda di: Lucrezia Riva | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023Valutazione: 4.2/5 (47 voti)
Non è obbligatoria in senso assoluto in nessuna di queste parole, ma è più frequente con alcune (questo, quello, di, che, se, si), molto meno con altre (pronomi personali), ed è comunque facoltativa: ch'era o che era, quell'immagine o quella immagine, m'avvisa o mi avvisa, d'avere o di avere.
Quando si scrive ch'è?
Che può essere eliso davanti a parola che comincia con le vocali e, i; e in tal caso diventa sempre ch': ch'egli, ch'io: la h è necessaria per conservare la pronuncia dura, gutturale della consonante c. Ma la stessa elisione si può fare anche davanti a parole che cominciano con a, o, u: ch'altri, ch'ode, ch'urla.
Com'è che era?
con o senza l'apostrofo?"; le forme com'era e come era, con o senza elisione, sono entrambe corrette; non è possibile, invece, scrivere com era, staccato e senza apostrofo, dato che, differentemente da quanto avviene per qual è, si tratta di elisione e non di troncamento (o apocope).
Quando ci vuole l'apostrofo?
Quando si apostrofa una parola? La regola è semplice: l'apostrofo si usa solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso la vocale finale cade per elisione davanti alla vocale successiva. Invece, se la parola che segue l'articolo “un” è maschile, non si usa l'apostrofo.
Come era o com'era Treccani?
Nella forma scritta come si elide solo davanti al verbo essere: com'è andata?, com'era; nel parlato invece – come si è detto – le elisioni sono frequenti: [komiˈniʦjo] per come inizio, ecc.
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