Il 21% delle tasse pagate dai contribuenti Irpef va a finanziare le pensioni. Al secondo posto con il 20% c'è la sanità. Al terzo l'istruzione cui va l'11% dei tributi. Seguono, la difesa (8,9%), mentre il 6,09% finisce nel sostegno all'economia e al lavoro.
L'IVA viene riscossa nello Stato membro dove si intende immettere in consumo una merce, un bene, o un prodotto della natura o una materia prima. L'IVA viene utilizzata dallo Stato membro per finanziare le proprie attività.
La liquidazione (cioè il calcolo dell'imposta) si fa sommando l'IVA incassata dai propri clienti in via di rivalsa e sottraendo da tale importo l'IVA versata ai propri fornitori. Se da tale differenza scaturirà un debito verso l'erario tale differenza sarà versata con il modello F24.
L'IVA si applica nel momento in cui il consumatore finale, come persona fisica o una Partita IVA, andrà a comprare un bene o una prestazione. Inoltre, si applica anche in tutte quelle fasi in cui un prodotto semilavorato viene venduto per essere poi completato.
Di questi all'incirca il 21% delle tasse pagate è destinato a finanziare la previdenza sociale, cioè le pensioni; il 20% dell'Irpef è destinato alla Sanità pubblica; l'11% delle imposte è indirizzato invece alla pubblica istruzione.