Il passato prossimo (o perfetto composto) è un tempo verbale dell'indicativo che esprime un'azione avvenuta in un passato, recente o lontano, che tende ad avere effetti percepiti ancora nel presente da parte di chi parla o scrive.
Utilizziamo dunque il passato prossimo per esprimere un'azione finita nel passato o il risultato di un'azione finita. A differenza del passato remoto, utilizziamo il passato prossimo per esprimere azioni finite che sentiamo ancora vicine e che hanno ancora influenza nel presente.
Che differenza c'è tra passato prossimo e passato remoto?
Il passato remoto viene di norma utilizzato per esprimere un'azione conclusa nel passato senza relazione con il presente. Al contrario il passato prossimo esprime azioni passate concluse che tuttavia hanno un qualche influsso sul presente.
Quando si usa il passato prossimo e quando si usa l'imperfetto?
In linea di massima il passato prossimo narra eventi e situazioni passati e circoscritti nel tempo, considerati conclusi (perfetti), percepiti però come psicologicamente vicini; l'imperfetto si riferisce invece ad azioni incompiute nel passato, di cui non si conosce l'inizio e la fine.