Che io o ch io?

Domanda di: Laura Rossi  |  Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2023
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Che può essere eliso davanti a parola che comincia con le vocali e, i; e in tal caso diventa sempre ch': ch'egli, ch'io: la h è necessaria per conservare la pronuncia dura, gutturale della consonante c. Ma la stessa elisione si può fare anche davanti a parole che cominciano con a, o, u: ch'altri, ch'ode, ch'urla.

Che era o ch'era?

Non è obbligatoria in senso assoluto in nessuna di queste parole, ma è più frequente con alcune (questo, quello, di, che, se, si), molto meno con altre (pronomi personali), ed è comunque facoltativa: ch'era o che era, quell'immagine o quella immagine, m'avvisa o mi avvisa, d'avere o di avere.

Come si scrive anche egli?

L'avverbio anche si elide in anch' davanti ai pronomi io, egli, esso, essa, essi (anch'io). Dei pronomi di terza persona che seguono anche, oggi sono più frequenti le forme lui, lei, loro, il cui uso in passato fu censurato: si dice e si scrive anche lui, lei, loro più spesso che anch'egli, essa, essi.

Come si scrive ci ha o c'ha?

1)"Ci" non si deve mai eludere quando il termine che lo segue comincia con le vocali "a, o, u". Ecco alcuni esempi: C'ha telefonato è sbagliato, perciò rimane Ci ha telefonato.

Che ho o c'ho?

Si scrive c'ho. Si scriverebbe c'ho, ma sarebbe opportuno aggiustarlo in "ho" che è più corretto. "Ciò" significa "questo fatto", non facciamo come quelli che per dire "cioè" che non vuole essere una congiunzione ma una interiezione, la scrivono "ceh" perché non ha lo stesso significato.

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