Domanda di: Dr. Claudia Lombardi | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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In pizzeria i pizzaioli usano anche il lievito madre, un impasto fermentato (quello realizzato il giorno prima per esempio) in cui si sviluppano microrganismi e fermenti lattici che favoriscono la lievitazione naturale.
Per la pizza va benissimo il lievito naturale liquido, dalla consistenza cremosa. È il più diffuso nelle case perché è più facile da mantenere. Va conservato in frigo e rinfrescato possibilmente ogni 24-48 ore. Ma può resistere fino a 4 giorni.
La farina tipo “00” Caprì 350, molto versatile e facile da lavorare, è la più indicata per la preparazione della pizza napoletana e di tutti gli impasti a medie lievitazioni (da 12 a 36 ore), sviluppati a temperatura ambiente o in cella di lievitazione. Può essere utilizzata anche con metodi di lievitazione indiretti.
Il lievito naturale non è migliore di quello di birra. Tutto dipende dal processo di lavorazione e la pizza, ti stupirai, predilige il lievito di birra, soprattutto se fatta in casa. Il motivo è anche legato al fatto che il lievito madre ha bisogno di essere rinfrescato ogni tanto e il giorno prima di fare la pizza.
Chiamato anche lievito in polvere, contiene generalmente diversi componenti chimici (bicarbonato di sodio, bicarbonato di potassio o acido citrico, acido tartarico o fosfato di calcio, sodio) e un neutralizzatore (farina di amido o di riso).