Che significa rima sparse?

Domanda di: Dott. Luce Caruso  |  Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026
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"Rime sparse" si riferisce principalmente alla produzione poetica di Francesco Petrarca nel Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta), indicando liriche composte in momenti diversi, spesso autonome e non inserite in un'opera organica, che esprimono i sospiri amorosi e il "giovanile errore" del poeta. L'espressione sottolinea la frammentazione emotiva e la varietà stilistica.

Cosa vuol dire rima sparse?

Sotto la denominazione di rime o di rime sparse o varie si comprende oggi la produzione poetica estravagante di M., non facente capo né a opere organiche (l'Asino), né a cicli di componimenti fra loro omogenei e collegati (Decennali, Capitoli).

Cosa intende Petrarca per rime sparse?

Nelle quartine, il poeta si rivolge ai lettori, descrivendo le sue poesie come “rime sparse" che contengono il “suono" dei suoi sospiri amorosi. Egli riconosce che queste composizioni sono nate durante il suo “primo giovenile errore", un periodo in cui si considerava diverso da come è ora.

Che cosa si intende per rima?

I versi possono essere legati fra loro dalla rima, ossia dalla ripetizione di suoni uguali in due o più parole a fine verso, a partire dall'ultima vocale accentata. Così, ad esempio, prigiòni fa rima con intenziòni; génte con sénte; bambìno con pulcìno, ecc.

Quali sono i tre tipi di rima?

I tre tipi di rima più comuni nella metrica italiana sono la rima baciata (AABB, versi consecutivi), la rima alternata (ABAB, alternanza) e la rima incrociata (ABBA, incrocio), oltre alla rima incatenata (ABA BCB CDC) di Dante, che organizzano la sequenza sonora alla fine dei versi.
 

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