Le fricative sorde /f, s, ʃ/ raffigurano spesso rumori continui da sfregamento con poco attrito (fruscìo, spiffero, sussurro) oppure suoni acuti (fischio, sibilo, piffero), mentre le sonore /v, z, r, l/ sono di solito preferite per rumori continui più consistenti (lo zzZzz della zanzara, il lallà del cantante, il vrum ...
fruscìo s. m. [voce onomatopeica]. – Rumore caratteristico prodotto da vesti di seta, di raso, o d'altro tessuto simile, che si muovono o sono strascicate, da serpi che strisciano per terra, da foglie mosse dal vento, ecc.: sospeso il f.
Oltre ai classici bau, miao, grrr, chicchirichì ci sono parole che richiamano le azioni o l'utilizzo di oggetti, come ad esempio crac, plin, din don, eccì, brr, patapum, taratatà, patatrac. Leggendo ciascuna di queste onomatopee sapete perfettamente a quale oggetto, azione o animale sono associate.
Come sono chiamate le parole scricchiolano frusciano e sibila?
Le onomatopee (chiamate anche fonosimboli) sono parole o gruppi di parole invariabili che riproducono o evocano un suono particolare, come il verso di un animale o il rumore prodotto da un oggetto o da un'azione.