La frase "che tempo è cambiato" utilizza il verbo cambiare al passato prossimo (io ho cambiato, tu sei cambiato/a). Indica un'azione conclusa nel passato che ha provocato un cambiamento nello stato del soggetto (sono cambiato) o un'azione transitiva (ho cambiato casa).
Per esempio se la frase è transitiva come "ho cambiato casa", e quindi posso aggiungere un oggetto ("casa") allora uso "avere": "hai cambiato lavoro" "Maria ha cambiato stile di vita" Se non posso aggiungere un oggetto, e la frase indica un cambiamento del soggetto "io sono cambiato", allora uso "essere": "tu non sei ...
Non a caso cambiamento è un termine che deriva dal verbo cambiare, che a sua volta è nato dal cambium latino , che significa “azione o effetto del cambiamento”.
Le persone, infatti, non cambiano radicalmente da un giorno all'altro, ma possiamo dire che si rivelano a noi gradualmente attraverso le loro azioni e le loro scelte (anche in modo non intenzionale o consapevole).
La ➔flessione delle forme verbali è detta coniugazione. La coniugazione è, quindi, il complesso delle forme che il verbo può assumere per esprimere il tempo, il modo, il numero, la persona, la diatesi. Nella lingua italiana esistono tre coniugazioni verbali.