Il castello era infatti abitato sia dal signore locale, sia da quella parte di popolazione, contadini e artigiani che in cambio di prestazioni lavorative e denaro dovute al signore, ricevevano da questi la possibilità di vivere all'interno della struttura fortificata e quindi di proteggersi in caso di guerra.
Il signore portava con sé un seguito enorme che comprendeva: il prete, i soldati, i servitori e alcune volte andavano a soggiornare alcuni signori amici con le loro famiglie. C'erano poi gli intrattenitori – giullari, attori e mimi, suonatori – che divertivano i grandi signori.
Dentro al castello, cioè dentro al villaggio fortificato, vivevano gli armati e i contadini che, invece di stare sparsi nelle campagne, avevano preferito riunirsi e abitare sotto la protezione permanente del padrone del castello.
Il castellano era il responsabile della custodia di un castello o di una rocca; con questo termine si poteva indicare sia il signore proprietario del castello stesso, sia l'ufficiale che il primo avrà nominato, che, al comando di una guarnigione, era incaricato di custodirlo e difenderlo in caso di attacco o assedio.
Oltre alla funzione di difesa, i castelli esprimevano, agli altri popoli, la supremazia e la grandezza del luogo in cui venivano costruiti, producendo invidie e timori. Le costruzioni divennero così importanti (in relazione al numero) che gli storici oggi ne fanno derivare un fenomeno, chiamato "incastellamento".