Domanda di: Manuele Bruno | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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Booking, a differenza di altre piattaforme online similari, come Airbnb, non riscuote né versa la tassa di soggiorno, di cui deve occuparsi il proprietario della struttura, che dovrà raccoglierla e versarla al Comune una volta all'anno.
Piattaforme come AirBnB e Booking dovranno pagare una cedolare secca del 21% (o secondo la propria aliquota fiscale) sugli affitti inferiori ai 30 giorni. È quanto prevede il nuovo decreto legislativo 50/2017 approvato dal Governo poco prima dell'inizio dell'estate.
Il portale detrae la percentuale di commissione dal totale che deve corrispondere al proprietario a fine mese. Nel caso in cui il proprietario ha ricevuto solo pagamenti diretti, per pagare le commissioni il proprietario dovrà corrispondere le commissioni tramite bonifico bancario.
Da gennaio portali come Airbnb o Booking dovranno infatti comunicare all'Agenzia delle Entrate i codici fiscali dei locatori, i redditi percepiti e i dati catastali degli immobili. Chi non invia le informazioni richieste rischia il blocco del profilo e il congelamento dei corrispettivi.
Con la tassazione ordinaria i redditi dell'affitto breve avranno un'aliquota pari al 35%. Sfruttando i vantaggi della cedolare secca, invece, il signor Bianchi pagherà solo il 21% sulla somma percepita. Tradotto in termini spicci significa un risparmio di 735 euro, il che non è poco!