Lo studio congiunto ACI/ISTAT ha indicato quali sono le principali cause che portano a incidenti stradali in Italia. La risposta è chiara: l'origine dei sinistri vede al primo posto guida distratta, poi il mancato rispetto della precedenza o di un semaforo, al terzo posto c'è la velocità elevata.
Pedoni, ciclisti e motociclisti costituiscono circa il 39% delle vittime della strada e, mediamente, i Paesi a basso e medio reddito hanno un numero complessivo di incidenti pari al doppio di quello dei Paesi industrializzati.
Complessivamente, la maggior parte degli incidenti avviene tra veicoli in movimento (67,5%). Il 91,2% coinvolge due veicoli, il 6,7% tre veicoli e il 2,1% quattro e più veicoli. Gli incidenti a veicolo isolato, esclusi gli investimenti di pedone, rappresentano il 22,2%.
Sebbene gli uomini siano coinvolti in più incidenti mortali rispetto alle donne, in base agli incidenti le donne hanno il 20-28% in più di probabilità di essere uccise rispetto agli uomini e il 37-73% in più di probabilità di essere gravemente ferite dopo aver regolato la velocità e altri fattori.
Eppure, tuttora, il 97 per cento degli italiani ritiene le donne alla guida migliori degli uomini. Un altro dato: l'87 per cento degli uomini in condizioni meteo estreme non ha paura di mettersi al volante (contro il 71 femminile).