Non c'è un più grande o un più vecchio in una coppia di gemelli. Da un punto di vista anagrafico, in Italia, nei certificati di assistenza al parto (CedAP) nelle nascite gemellari risulta l'ordine di nascita, quindi in un parto gemellare c'è un primo nato, un secondo nato, ecc..
La credenza per cui il gemello che esce per primo dall'utero materno è anagraficamente più vecchio, ma presenta in realtà un'età biologica minore, è sbagliata in quanto non appena un ovulo viene fecondato e si deposita nell'utero, quest'ultimo si chiude al mondo esterno, per impedire qualsiasi contaminazione del feto.
Normalmente, il parto gemellare si verifica tra le 32 e le 38 settimane di gestazione, per il maggiore allargamento dell'utero. Più nel dettaglio, nella gravidanza bicoriale (cioè con due placente distinte), il termine ideale è fissato a 37 settimane, mentre in quella monocoriale (più rara) a 36.
Si distinguono due categorie di gemelli: GEMELLI OMOZIGOTI: chiamati anche monoovulari o monocoriali; GEMELLI ETEROZIGOTI: chiamati anche biovoulari, bicoriali o bizigoti. Gemelli biovulari nascono in circa il 65-75% delle gravidanze plurime, mentre il rimanente 25-35% dei casi è coperto da individui monoovulari.
I gemelli identici sono invece geneticamente identici perché provengono dallo stesso ovulo e spermatozoo che, in una delle prime fasi dello sviluppo si è diviso in due dando vita a due individui indipendenti. Per questo motivo i gemelli identici condividono lo stesso DNA e quindi sono dello stesso sesso.