Chi è la Sibilla Cumana Eneide?

Domanda di: Sig.ra Felicia Barbieri  |  Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
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La Sibilla Cumana, figura chiave nel Libro VI dell'Eneide di Virgilio, è la sacerdotessa di Apollo a Cuma, profetessa immortale ma invecchiata destinata a guidare Enea nel regno dei morti (Ade). Descritta come un'oracolo furente e invasato, è fondamentale per rivelare al troiano il suo futuro nel Lazio e le sfide che lo attendono.

Cosa rappresenta la Sibilla Cumana?

Secondo leggende circolanti da millenni, la Sibilla sarebbe stata una donna follemente innamorata di Apollo al quale chiese l'immortalità, dimenticando di chiedere l'eterna giovinezza. E così invecchiò sempre di più fino a scomparire e di lei rimase solo la voce.

Chi era la dea Sibilla?

La Sibilla (l'etimologia del nome è sconosciuta) è una vergine, giovane ma talora pensata anche come decrepita, la quale quando viene ispirata e quasi posseduta da Apollo rivela il futuro: "Sibylla dicitur omnis puella cuius pectus numen recipit" (Serv., Ad Aen., III, 445).

Che cosa dice la Sibilla a Enea?

e non invano Ecate ti mise a capo dei boschi d'Averno. La Sibilla indica ad Enea i due compiti che deve prima assolvere prima di poter discendere nell'Ade: cercare un ramo d'oro nel bosco e seppellire un amico che è insepolto. Solo a questo punto sarà possibile accedere all'aldilà.

Cosa rappresenta la Sibilla?

La parola "Sibilla" indicherebbe perciò la "manifestazione della volontà (βυλήν) divina (σιούς)". Abbiamo anche la forma Sybulam, che è molto suggestiva ("segno, avvertimento di dio"), ma si tratta di una trascrizione errata che ricorre solo sui manoscritti medievali.

La Sibilla Cumana: Profetessa, Mito e Mistero (Podcast)