(gr. ῎Οσιρις) Dio egizio, forse originario di Busiri, nel Delta. Nel sistema genealogico della teologia eliopolitana, figlio di Geb
Geb
Divinità egiziana della terra, rappresentata in figura maschile, con un'oca sul capo (che è anche il geroglifico del suo nome). Sposo della dea del cielo, Nut, è padre di Osiride, Iside, Seth e Nephthys.
Dea egiziana del cielo, raffigurata come una giovenca che poggia i quattro piedi sulla terra e sul cui corpo navigano gli astri e il sole, che essa partorisce ogni giorno.
(gr. Νέϕϑυς) Dea egizia, forse in origine di natura celeste, presto assimilata a Iside. Con Iside, N. fu accolta nell'enneade eliopolitana, come sposa di Seth (poi di Thot), e nella religione di Osiride, in cui Iside e N.
Seth (anche Sutekh, Setesh, Suty o Set; in greco antico: Σήθ, Sḕth) è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto, del deserto, delle tempeste, del disordine, della violenza e degli stranieri.
Osiride, dio dell'oltretomba, raffigurato in verde. XIX dinastia. 1290-1220 a.C. Osiride è anche il protagonista di una delle leggende più drammatiche della religione egizia.
Secondo il mito, Osiride fu il primo re civilizzatore del mondo. Il fratello Seth, invidioso, decise di ucciderlo. Seth lo rinchiuse in un ricco sarcofago per mezzo di un inganno e lo gettò nel Nilo. Iside, disperata per la morte del compagno, cominciò a cercarne il corpo.
Per volere del dio del Sole, Ra, Osiride e Iside diventarono i sovrani dell'Egitto. Osiride fu un faraone buono e saggio: insegnò all'umanità a coltivare i campi; sviluppò le leggi per governare con giustizia e predicò il culto per onorare gli dei.
Dio venerato dagli antichi Egiziani. Nell'iconografia è rappresentato in forma di uomo con testa di sciacallo o in forma di sciacallo seduto (animale presente all'interno del geroglifico col quale A. veniva indicato).