Domanda di: Ing. Rosita Ferraro | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026 Valutazione: 4.5/5
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Il cittadino è un membro attivo di uno Stato o città, titolare di diritti civili e politici (voto, proprietà), mentre il suddito è un soggetto passivo, sottoposto alla sovranità di un monarca o Stato senza goderne pieni diritti. Storicamente, il cittadino partecipava alla vita pubblica, mentre donne, schiavi e stranieri erano spesso sudditi o esclusi.
La condizione del suddito implica, di per sé, situazioni giuridiche puramente passive (doveri e soggezioni), mentre quella del cittadino implica la titolarità di diritti e altre situazioni giuridiche attive.
Opposto allo straniero, il cittadino è colui che risulta totalmente integrato all'interno di una polis o comunità civica, non tanto da un punto di vista culturale (anche uno straniero può esserlo), quanto da un punto di vista tecnicamente giuridico: il cittadino gode delle prerogative legali garantite dal suo diritto ...
Cerchiamo dunque di comprendere in cosa consistano concretamente appartenenza ed esclusione, nella polis ateniese. Ad Atene il cittadino a pieno titolo è il maschio adulto, che ha compiuto quindi la maggiore età, e a cui, come abbiamo visto, è stato riconosciuto lo status di libero.
Aristotele, nel III libro della Politica, definisce con chiarezza il cittadino come referente dell'attività del politico e del legislatore, in quanto parte attiva nelle decisioni e nel governo della polis, avendo facoltà di accesso a cariche deliberative o giudiziarie.