Domanda di: Radio Piras | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Achille balzò contro Enea: Poseidone, che pur essendo divinità ostile ai troiani apprezzava Enea per la reverenza che aveva verso gli dèi, decise di salvare il figlio di Anchise avvolgendolo in una spessa nebbia e ponendolo fra le ultime file dell'esercito.
Nel combattimento fu comunque Achille ad avere la meglio: Enea sarebbe morto sul suolo troiano per mano del Pelide se Poseidone non fosse intervenuto, avvolgendolo in una nube e portandolo in volo in un luogo più sicuro.
Enea e i suoi compagni sono perseguitati da Giunone; la dea, infatti, è ostile all'eroe perché sa che da lui discenderà la grande stirpe latina; inoltre ella si reputa gravemente offesa, sia per il giudizio a lei avverso del troiano Paride, sia per gli onori resi a Ganimede, troiano preferito ad Ebe, come coppiere ...
Nei Campi degli eroi Enea incontra Deifobo, figlio di Priamo. Proseguendo il cammino, Enea e la Sibilla giungono ad un bivio, lasciandosi alle spalle il Tartaro, dove sono puniti gli empi, e arrivano alla città di Dite. Enea affigge alla porta il ramo d'oro, e prosegue verso i Campi Elisi, dove risiedono i beati.
Si narra che Giunone fosse nemica giurata dei Troiani per tre motivi mitici: Il torto subito da Paride perché aveva dato la mela della bellezza a Venere anziché a lei. Il rapimento di Ganimede da parte di Giove, che ne fece il suo amante e il coppiere degli dèi.