Il discepolo più amato da Gesù, menzionato nel Vangelo di Giovanni, è tradizionalmente identificato con l'apostolo Giovanni, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo. Definito nel testo come "il discepolo che Gesù amava", occupa un ruolo di primo piano, ponendosi vicino a Gesù durante l'ultima cena e rimanendo ai piedi della croce.
Secondo gli insegnamenti di Gesù, l'unico peccato che non viene perdonato è la bestemmia contro lo Spirito Santo, che si manifesta come un rifiuto ostinato e malizioso di riconoscere l'opera di Dio, indurimento del cuore e opposizione persistente alla verità. Gesù sottolinea anche che chi non perdona gli altri non verrà perdonato dal Padre, legando strettamente il perdono ricevuto al perdono donato.
Nel Vangelo di Giovanni, l'amato discepolo emerge come amico intimo e personale del Signore. Insieme a Marta, Lazzaro e Maria, Giovanni è descritto esplicitamente in questo vangelo come una persona che Gesù amava (vedere Giovanni 11:3, 5).
Nel c. 32 e nel c. 55 dello gnostico Vangelo secondo Filippo, databile al più presto alla seconda metà del II secolo, è accennato l'amore tra Gesù e Maria Maddalena. Entrambi sono descritti come l'incarnazione di eoni divini (Soter e Sofia), e dalla loro unione sono derivati gli angeli.