Domanda di: Lidia Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Nell'antico Egitto lo scarabeo (chiamato kheperer, termine simile a quello del dio Khepri
Khepri
Khepri veniva rappresentato principalmente come un intero scarabeo, anche se in alcuni dipinti tombali e papiri funerari viene rappresentato come un essere umano di sesso maschile con la testa di scarabeo. Viene anche rappresentato come uno scarabeo in una barca solare tenuta a galla da Nun.
che rappresentava il sole) era il simbolo della resurrezione. Il dio sole che sorgeva al mattino, era immaginato nelle forme dello scarabeo stercorario (Scarabeus sacer) o di un uomo con uno scarabeo al posto della testa.
Lo Scarabeo egizio, chiamato kheperer, era considerato un potente amuleto sin dal periodo tinita con funzione magica-apotropaica di eterna rinascita nel divenire e trasformarsi, assicurando solo eventi felici ed un costante miglioramento delle facoltà intuitive e spirituali.
Fu in Egitto collegato al culto del Sole, di cui divenne quasi un simbolo, specie per quanto ne riguarda il movimento: nello s., infatti, per la sua caratteristica di spingere una palla (di sterco) generalmente all'alba verso oriente, gli Egiziani videro un'analogia con il ciclo solare.
Horus) Antica divinità egiziana rappresentata come un falco. Ebbe fin da epoca remota carattere solare. Fu adorato soprattutto a Hieraconpolis, e il suo culto ebbe il primo posto quando i sovrani di quella città unificarono lo Stato.
Chi era Osiride e che cosa rappresenta il suo mito?
Nel grande pantheon dell'antico Egitto Osiride era forse il dio più familiare per la maggioranza della popolazione. Associato alla morte e all'immortalità in quanto divinità deceduta e poi rinata, Osiride dava una risposta all'angoscia della popolazione di fronte alla fine della vita terrena.