Montholon avrebbe avvelenato l'imperatore mettendo dell'arsenico nel suo vino, una teoria rafforzata dalla scoperta di arsenico nelle ciocche di capelli di Napoleone raccolte dopo la sua morte.
Ma studi, analisi, testimonianze lasciano spazio anche all'ipotesi dell'avvelenamento con arsenico, forse per ordine del governo inglese o, addirittura, per un movente passionale. Pare infatti che, nella residenza di Sant'Elena, Bonaparte avesse un'amante: la moglie del cantiniere, il quale lo avvelenò per gelosia…
Il periodo che va dal 20 aprile del 1792 al 20 novembre 1815 viene anche indicato con il termine di "grande guerra francese". Le guerre napoleoniche provocarono circa un milione e mezzo di vittime civili e oltre tre milioni di combattenti caduti.
Arresosi agli inglesi nel 1815, Napoleone Bonaparte, con un viaggio durato tre mesi, venne trasferito a Sant'Elena. L'isola fu scelta dagli inglesi proprio perché così remota e sperduta da rendere impossibile ogni tentativo di fuga dell'imperatore decaduto, diversamente da quanto accadde all'Elba.
Dopo essersi portato a Rochefort, Napoleone tentò di raggiungere gli Stati Uniti. Il governo britannico decise invece di portare il suo prigioniero più importante sull'isola di Sant'Elena, nel mezzo dell'Oceano Atlantico, così che non potesse più "nuocere al mondo". Qui morì il 5 maggio 1821.