Chi ha diritto allo smart working 2025?

Redazione Pubblicato il

Nel 2025, lo smart working è accessibile a tutti i lavoratori del settore privato e pubblico le cui mansioni sono compatibili, con particolare priorità per lavoratori fragili, disabili (con L. 104) e caregiver. Il lavoro agile si basa su accordi individuali, mentre per i fragili nel privato il diritto è garantito anche senza accordo, secondo le recenti normative.

Chi ha diritto a lavorare in smart working nel settore privato nel 2025?

Cosa cambia per lo smart working nel 2025

Dal 12 gennaio 2025 lo smart working prevede nuovi obblighi: comunicazione al Ministero entro 5 giorni (non più 20), sanzioni da 100 a 500€ per lavoratore non comunicato, e nuove tutele INAIL per infortuni domestici.

Chi può usufruire dello smart working?

In Italia, lo smart working può essere richiesto dai lavoratori ai datori di lavoro e ci sono categorie di lavoratori che hanno la priorità, come i genitori con bambini piccoli e i lavoratori con disabilità o particolari patologie.

Come si attiva lo smart working nel 2025?

Dal 12 gennaio 2025, i datori di lavoro devono comunicare l'attivazione dello smart working entro 5 giorni dall'inizio della prestazione lavorativa, utilizzando esclusivamente il portale telematico del Ministero del Lavoro.

Quanti giorni di smart working si possono fare?

2. Ove la/il dipendente sia in part-time verticale semplice su base settimanale, potrà avvalersi di 1 giorno a settimana di lavoro agile. 3. Le giornate di lavoro agile oggetto dell'accordo, non fruite nella settimana per esigenze di servizio, possono essere recuperate, entro il mese successivo.

Se sei disabile hai diritto allo Smart Working

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Il datore di lavoro può negare lo smart working?

Consegue che, accertata la sussistenza delle condizioni per ricorrere al lavoro agile, il datore di lavoro non può agire in maniera irragionevolmente o immotivatamente discriminatoria nei confronti di questo o quel lavoratore, tantomeno laddove vi siano titoli di priorità legati a motivi di salute.

Cosa deve fornire il datore di lavoro per lo smart working?

Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta, nella quale sono individuati i rischi generali e i ...

Quali sono i motivi per richiedere lo smart working?

5 buoni motivi per continuare lo smart working nel post covid

  • Aumento della produttività e Raggiungimento degli obiettivi. ...
  • 2 Risparmio sui costi gestionali. ...
  • 3 Essere sempre preparati alle emergenze. ...
  • 4 Incentivo al lavoro femminile. ...
  • 5 Maggiore sostenibilità ambientale.

Chi sono i soggetti fragili per smart working?

Questo l'elenco dei lavoratori che possono ottenere la certificazione di LAVORATORI FRAGILI ai fini dello svolgimento dello smart working secondo il DM 4.2.2022:

  • cardiopatia ischemica;
  • fibrillazione atriale;
  • scompenso cardiaco;
  • ictus;
  • diabete mellito;
  • bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;
  • epatite cronica;
  • obesita';

Quali sono gli orari di lavoro nello smart working?

Lo smart working non è legato a orari di lavoro.

81. Per esigenze di lavoro, nell'accordo tra datore di lavoro e dipendente vengono stabiliti degli orari di reperibilità, per così dire, i quali possono coincidere con l'orario di lavoro canonico (9:00-18:00).

Chi ha diritto allo smart working nel privato?

L'avvio dello Smart Working nel settore privato richiede la stipulazione per iscritto dell'accordo individuale, come definito dagli articoli 19 e 21 della Legge 22 maggio 2017, n. 81 e secondo quanto stabilito dai contratti collettivi, dove viene regolato. Possono accedere allo Smart Working tutti i lavoratori.

Chi ha diritto a lavorare in smart working?

Il lavoro agile o smart working è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. Possono accedere tutti i lavoratori, le cui mansioni consentano tale svolgimento della prestazione.

Con lo smart working lo stipendio diminuisce?

Il concetto è un po' questo: se lavori da casa, lasciare una percentuale di salario in azienda è più o meno un obbligo morale nei confronti dei colleghi che lavorano in ufficio. Ma qui si nasconde un limite culturale: lo Smart Working non è un benefit aziendale e il taglio di stipendio sarebbe un grave errore.

Chi decide lo smart working?

Nonostante queste specifiche, però, il datore di lavoro è libero di decidere se prevedere o meno, tra le modalità di lavoro della sua azienda, lo smart working. In caso decida di non inserirlo, i dipendenti appartenenti alle già citate categorie, non possono richiedere di avvalersi di questa modalità di lavoro.

Lo smart working è un benefit?

Chiaramente no. Quello che sappiamo è che lo Smart Working influisce in positivo sulla produttività. Già da uno studio pubblicato nel 2018 sulla rivista “Harvard Journal of Technology and Economic” i ricercatori hanno dimostrato che lo Smart Working aumenta la produttività dei dipendenti.

Cosa risparmia l'azienda con lo smart working?

Lo Smart Working riduce i costi (tutti i costi): uno studio del Politecnico di Milano ha rilevato che un'azienda che offre la possibilità di Smart Working ai propri dipendenti può arrivare a risparmiare nell'immediato il 30% sulle spese di affitti, utenze e buoni pasto.

Come si chiede lo smart working?

81/2017). Per quesiti sull'utilizzo della procedura telematica di invio della comunicazione di smart working, è possibile consultare l'URPonline Apre in una nuova scheda ed inviare una richiesta di assistenza Apre in una nuova scheda.

Quali sono gli svantaggi dello smart working?

Lo smart working, detto anche remote working o telelavoro, aumenta mediamente la produttività delle aziende e migliora il bilanciamento vita-lavoro dei dipendenti, ma può causare isolamento, burnout e rischi informatici.

Lo smart working si può fare ovunque?

Per mezzo della legge n. 81 del 22 maggio 2017, entrata poi in vigore il 14 giugno, viene tutelato il lavoro dello smart worker, il quale può liberamente svolgere la sua attività da qualsiasi postazione e location desideri.

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