Chi ha introdotto la previdenza sociale in Italia?
Domanda di: Dr. Prisca Parisi | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026 Valutazione: 4.3/5
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La previdenza sociale in Italia ha avuto inizio con la fondazione della Cassa Nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai nel 1898. I governi liberali di fine XIX secolo hanno posto le basi, evolvendo poi nel sistema obbligatorio per tutti i lavoratori nel 1919. Il regime fascista ha successivamente rinominato l'ente in INFPS nel 1933.
Nel 1883 il Cancelliere Bismarck, durante il regno di Guglielmo I, introdusse la prima forma di assicurazione sociale, collegando così il suo nome (da qui appunto il c.d. modello bismarckiano) ad un fenomeno (quello della previdenza sociale) che sarebbe stato assai meno effimero di quello cui aveva dedicato tutta la ...
Nel 1919 nacque il sistema della pensione statale per il settore privato, con la fondazione della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali. Fu anche introdotto uno tra i primi schemi europei di assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria.
Chi ha introdotto il sistema pensionistico in Italia?
La storia del Sistema pensionistico italiano ha la sua origine con la fondazione del Regno d'Italia nel 1861. Questa, a sua volta, trae origine dai precedenti sistemi assistenziali degli stati preunitari e delle quali tentò una prima sistematizzazione.
L'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) non è nato con Mussolini, ma affonda le sue radici nella Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali (CNAS) del 1919, resa obbligatoria nel 1923 e poi rinominata Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale (INFPS) nel 1933 dal regime fascista, che ne consolidò la struttura, fino all'assunzione della denominazione attuale nel 1943 e alla sua successiva espansione nel dopoguerra con l'INPS che conosciamo.