Ci sono diversi tipi di calendario. Quello attualmente in uso riprende il calendario di Numa Pompilio, il primo a introdurre i 12 mesi nell'Antica Roma
Antica Roma
La civiltà romana è la civiltà fondata nell'antichità dai Romani, una popolazione indoeuropea di ceppo italico, ed appartenente nello specifico al gruppo dei popoli latino-falisci stanziatisi in epoca protostorica nell'attuale Lazio, la quale riuscì, a partire dal V secolo a.C., ad estendere il proprio predominio sull' ...
Con la riforma di Giulio Cesare (che stabilì così la regola del calendario giuliano) l'anno restò diviso in 12 mesi, della durata, alternativamente, di 31 e 30 giorni, con la sola eccezione di febbraio, che era destinato ad avere 29 giorni oppure 30 (negli anni bisestili).
I primi a organizzare il tempo così come lo conosciamo oggi sarebbero stati i babilonesi. Già grazie a loro la divisione dell'anno era di dodici mesi, dovuti alle dodici fasi lunari, e quindi risultava logico dividere il giorno e la notte in dodici fasi di luce e dodici di buio, cioè le ventiquattro ore che conosciamo.
All'epoca, la luna segnava la durata del mese. Il suo calendario aveva esattamente dieci mesi, con marzo come primo mese dell'anno e dicembre il decimo. Qualcosa di questo ci è familiare, soprattutto i mesi di settembre (il settimo), ottobre (l'ottavo), novembre (il nono) e dicembre (il decimo).
Secondo quanto ci è stato tramandato dalla tradizione, fu Romolo, il primo re di Roma, a dare i nomi ai mesi dell'anno (753 a.C.). In base a una suddivisione di tipo lunare, l'anno era allora di 304 giorni che erano distribuiti in 10 mesi.