Il gladio romano, in particolare il gladius hispaniensis, non fu inventato da una singola persona, ma venne adottato ed elaborato dai Romani nel III secolo a.C. modellandolo sulle spade in uso tra i Celtiberi (popolazioni celtiche della penisola iberica) durante le guerre di conquista in Spagna.
Il legionario, soprattutto in epoca imperiale, se ne serviva però principalmente nell'affondo. La punta triangolare, ben affilata da ambo i lati, era progettata con l'intenzione di penetrare facilmente le carni del nemico (Vegezio, «con la punta si uccide più in fretta»).
Il gladio – il terrore dei nemici di Roma. Durante gli scontri con i cartaginesi e i popoli iberici, nella seconda guerra punica, i romani entrarono in contatto con un'arma micidiale: il gladio.
La tradizione romana dei gladiatori trasse origine dalle usanze di altre popolazioni italiche: gli etruschi secondo alcuni studiosi e i campani secondo altri. Nei primi tempi i combattimenti erano organizzati dalle famiglie ricche in occasione della morte di uno dei loro membri.
I primi tipi di gladiatori presero il nome dai nemici della Repubblica di Roma: i Sanniti, i Traci e i Galli. Il Sannita, pesantemente armato, elegantemente armato e probabilmente il tipo più popolare, fu ribattezzato Secutor e il Gallo ribattezzato Murmillo (it.