La storia dello specchio nasce secondo gli studi storico-archeologici in Egitto mentre la mitologia greca assegna il primato dell'invenzione degli specchi al dio fabbro Efesto.
I primi esempi di specchi intesi come oggetti creati proprio per l'esigenza dell'essere umano di vedere la propria immagine, sembrano essere rinvenuti in Turchia intorno al 3.000 a.C. e già da allora si trattava di elementi parte di rituali sacri, costosi e di dimensioni ridotte.
I primissimi archetipi di specchi risalgono agli antichi Egizi, alla IV dinastia della storia dell'Antico Egitto, tra il 2620 a.C. e il 2500 a.C., anche se altre fonti vogliono ricondurre al prototipo di specchi alcune pietre levigate rinvenute in Anatolia e risalenti addirittura al 6000 avanti Cristo.
Nel Medioevo ci si specchiava in dischi di metallo un poco curvi e lucidati, o in rari dischi di vetro con uno dei due lati annerito dal piombo. Nel XVI secolo Leonardo Fioravanti descrisse in un trattato la tecnica per realizzare specchi con il mercurio o lo stagno, due metalli in grado di riflettere le immagini.
I primi specchi di cui si ha memoria erano semplici lastre di metallo, spesso argento, rame o bronzo, leggermente curve e che venivano lucidate alla perfezione per renderle riflettenti. Nel '500 Leonardo Fioravanti ideò una tecnica per fabbricare gli specchi utilizzando mercurio o stagno, cioè dei metalli riflettenti.