Il solfeggio, inteso come metodo per leggere e intonare le note, è stato ideato dal monaco benedettino italiano Guido d'Arezzo (o Guido Monaco) nell'XI secolo, tra il 991 e il 1033 circa. Egli sviluppò la solmisazione, un sistema mnemonico basato sulle prime sillabe dell'inno "Ut queant laxis", per facilitare l'apprendimento dei canti liturgici.
Solfeggio deriva da sol-fa (solfeggiare, cantare la solfa), due note importanti che nel sntema antico detto di solmizzazione (v.) rappresentavano la base di due esacordi e che servivano, come servono nel sistema attuale, a denominare le due chiavi più usate.
🎼 La risposta ci porta nel Medioevo, tra canti gregoriani e monaci. Fu Guido d'Arezzo, nel XI secolo, a dare forma ai nomi che usiamo ancora oggi: DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI.
Guido d'Arezzo, che in città è chiamato semplicemente “Guido Monaco”, nacque ad Arezzo tra il 991 ed il 992. Si tratta di uno dei personaggi aretini più influenti e fu infatti teorico della musica oltre che monaco dell'ordine benedettino camaldolese.
La notazione musicale moderna si deve a Guido d'Arezzo, monaco benedettino vissuto tra il X e l'XI secolo, (circa 992 - dopo il 1033), che trovò una formula mnemonica atta a rammentare il preciso modo di intonare le note di una serie di sei suoni detto esacordo.