Chi ha lavorato in nero ha diritto alla liquidazione?
Domanda di: Kristel Villa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Una delle domande più comuni è: “se ho lavorato in nero, ho diritto alla liquidazione?”. La liquidazione, nota anche come TFR (trattamento di fine rapporto) è dovuta per legge in caso di lavoro subordinato. Pertanto, la risposta è positiva, il lavoratore in nero ha diritto al TFR.
Quanto il lavoratore in nero percepisce l'indennità di disoccupazione o beneficia di ammortizzatori sociali (come il Reddito di Cittadinanza) danneggia lo Stato. Rischia la reclusione da 6 mesi a 4 anni.
In particolare, la liquidazione è determinata sommando per ciascun anno di servizio una quota pari all'importo della retribuzione utile di competenza dell'anno divisa per 13,5, al netto del contributo aggiuntivo, pari allo 0,50% dell'imponibile previdenziale dell'anno.
Non spetta in alcune circostanze particolari. Facciamo l'esempio di qualche caso: se è destinato alla formazione della pensione complemetare; se il dipendente chiede un anticipo pari al 70% per l'acquisto della prima casa o per spese sanitarie, alla fine del rapporto di lavoro, riceverà solo il 30% rimanente.
Al dipendente irregolare non basta dimostrare l'esistenza del rapporto di lavoro ma anche l'orario svolto. Anche qui la cosa migliore è la prova testimoniale. Un altro modo per dimostrare il lavoro in nero e corroborare le altre prove sono gli scambi di email ed sms tra datore e dipendente.