L'esportatore abituale è il contribuente, soggetto passivo IVA, che nell'anno solare precedente ha effettuato operazioni di cessioni all'estero (esportazioni, operazioni assimilate alle esportazioni e cessioni intracomunitarie) per un importo superiore al 10% del volume d'affari, ex art. 20 del DPR n. 633/72.
Come si ottiene lo status di esportatore abituale?
a), D.L. 746/1983, per ottenere lo status di “esportatore abituale” è necessario aver effettuato nell'anno solare precedente (plafond fisso) o nei dodici mesi precedenti (plafond mobile) un ammontare di esportazioni, o di altre operazioni con l'estero rilevanti, superiore al 10% del volume d'affari “rettificato”.
Come si calcola il plafond per esportatore abituale?
Il calcolo da effettuare è dato dal rapporto tra le cessioni effettuate all'estero nell'anno solare precedente e il volume d'affari relativo all'anno solare precedente. Quindi: 328.000/680.000 = 0,48. Poiché tale rapporto è superiore a 0,10 l'impresa Beta può considerarsi un esportatore abituale.
Il limite del plafond è costituito dall'ammontare complessivo delle operazioni non imponibili (cessioni all'esportazione, cessioni intracomunitarie ed operazioni assimilate, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali) registrate nell'anno solare precedente.
Il cessionario esportatore abituale che intende avvalersi del plafond deve quindi comunicarlo al cedente, anteriormente alla effettuazione della operazione, a nulla rilevando il fatto che la fatturazione avvenga a fine mese.