Fasci italiani di combattimento è stato un movimento politico fondato a Milano da Benito Mussolini il 23 marzo 1919, erede diretto del Fascio d'azione rivoluzionaria del 1915. Il 9 novembre 1921 si trasformò in Partito Nazionale Fascista.
Il fascismo descrive se stesso come una terza via alternativa a capitalismo liberale e comunismo marxista, basata su una visione interclassista, corporativista e totalitaria dello Stato, contraria alla democrazia di massa.
Nella Roma antica, fascio littorio, l'insegna e strumento del potere coercitivo dei magistrati e simbolo del loro imperium. Di origine etrusca, consisteva in un f. di verghe di olmo e betulla, lunghe circa 1,50 m, tenute insieme da corregge rosse in cui era inserita, lateralmente o sopra, una scure.
Erano un movimento politico che raccoglieva simpatie e adesioni soprattutto tra i membri della media e della piccola borghesia, i quali guardavano con apprensione al clima creatosi in Italia nell'immediato dopoguerra.
I Fasci Italiani di Combattimento furono delle formazioni politiche costituite il 23 marzo 1919, in piazza San Sepolcro a Milano, su iniziativa di Benito Mussolini, come continuazione dei Fasci di azione rivoluzionaria fondati dallo stesso Mussolini nel 1915 a sostegno dell'intervento in guerra.