Il termine moro è usato in contesto non-islamico per indicare i musulmani del Nordafrica, della Penisola iberica (al-Andalus) e della Sicilia (Emirato di Sicilia). Tuttora costituiscono l'elemento fondamentale autoctono maghrebino, denotando specialmente i berberi (gli Arabi erano chiamati Saraceni o Agareni).
Il vaso tipico della tradizione siciliana rappresenta quasi sempre un uomo e una donna perché la storia della sua origine narra di un amore finito non proprio bene... Le Teste di Moro sono vasi ornamentali di ceramica dipinti a mano che raffigurano il volto di un uomo e di una donna.
La vergogna di questo amore impossibile è poi stata resa pubblica dalla famiglia di lei, che ha esposto entrambe le teste al balcone perché tutti le vedessero. Da qui sarebbe nata la tradizione di comprare le Teste di Moro a coppia: in ricordo e in segno di perdono per i due innamorati assassinati.
Nel cuore della notte, sentitasi tradita ed umiliata, la ragazza si abbandonò ad un momento di gelosia e ira funesta uccidendo il suo Moro mentre stava dormendo. Successivamente ne tagliò la testa e vi creò una sorta di vaso in cui piantò all'interno un germoglio di basilico di cui si prese cura giorno per giorno.
Sapete qual è la vera storia delle Teste di Moro siciliane? Questo celebre simbolo rappresenta la nostra isola in tutto il mondo e custodisce un interessante segreto. Pensate, infatti, che quei colori e quelle forme nascono da amore, gelosia e vendetta.