Briseide era una principessa di Lirnesso, figlia di Briseo
Briseo
Brise (greco: Βρίσης; latino: Brises) o Briseo (Βρισεύς) era un sacerdote di Apollo (o secondo altre versioni di Dioniso) residente a Lirnesso, una città dell'Asia Minore. È conosciuto soprattutto per essere il padre di Ippodamia, la quale proprio da lui ricevette il patronimico di Briseide.
La stessa Briseide ne pianse amaramente la scomparsa e sacrificò in sua memoria i propri splendidi capelli. Dopo la morte di Achille, Neottolemo, figlio suo e di Deidamia, onorerà la dolce Briseide come se fosse stata sua madre.
Qui l'eroe rimase nove anni, venendo soprannominato Cercisera, Essa o Pirra (cioè la Fulva), a causa dei capelli di colore biondo ardente. Durante questo periodo, l'eroe si innamorò di Deidamia, una delle figlie di Licomede, la sposò e da lei ebbe un figlio, Pirro, che più tardi avrebbe preso il nome di Neottolemo.
Apollo, di cui Crise è sacerdote, scatena così una pestilenza tra l'esercito greco, per fermare la battaglia. Agamennone è costretto a rinunciare a lei; in cambio però pretende di avere Briseide, schiava di Achille, atto che offende il guerriero a tal punto da indurlo a rifiutarsi di proseguire la guerra contro Troia.