Circa 10.000 anni fa (intorno all'8000 a.C.), l'Italia era abitata da popolazioni di cacciatori-raccoglitori nomadi o seminomadi che si stavano adattando al clima post-glaciazione. Questo periodo, noto come Epipaleolitico o inizio del Mesolitico, precede la grande diffusione dell'agricoltura (Neolitico) nella penisola.
Nell'Italia più propriamente peninsulare accanto agli Etruschi, cui abbiamo già accennato, convivevano tutta una serie di popoli, in massima parte di origine indoeuropea, definiti Italici fra cui: Umbri in Umbria; Latini, Sabini, Ernici, Falisci, Volsci ed Equi nel Lazio; Piceni nelle Marche ed in Abruzzo ...
Dai 4 milioni di circa 10.000 anni fa, all'inizio della rivoluzione agricola, l'umanità è salita gradualmente a circa 800 milioni al momento della prima rivoluzione industriale, avvenuta solo due secoli fa.
Circa 10000 anni fa, nel Neolitico, gli uomini impararono a coltivare la terra e ad allevare gli animali. Poterono così fermarsi in un luogo, cioè diventare sedentari. Essi costruirono villaggi fatti di capanne e coltivarono i terreni vicino ai fiumi. Nei villaggi, gli abitanti iniziarono a dividersi i compiti.
«La popolazione umbra è ritenuta la più antica d'Italia, si crede infatti che gli Umbri fossero stati chiamati Ombrici dai Greci perché sarebbero sopravvissuti alle piogge quando la terra fu inondata».