Domanda di: Matteo Bruno | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2026 Valutazione: 4.1/5
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Accreditare un'azienda significa ottenere un riconoscimento formale di competenza e imparzialità da parte di un ente terzo (come Accredia). Il processo varia in base al settore: richiede la verifica dei requisiti tecnici (ISO, norme di settore), la presentazione di documentazione tramite portali specifici (es. S.O.F.I.A. per la formazione, Sardegna Lavoro) e il superamento di audit periodici.
I requisiti per l'accreditamento variano a seconda del settore (es. servizi per il lavoro, sanità, formazione), ma in generale includono aspetti strutturali (sede, attrezzature), organizzativi (processi di qualità, gestione, risorse umane), personali (competenze, qualifiche), e di efficacia (risultati, soddisfazione utenti). È fondamentale dimostrare conformità alle norme specifiche, assenza di conflitti di interesse e capacità di erogare servizi in modo competente e affidabile.
L'accreditamento è l'attestazione, da parte di un Ente garante super partes, della competenza e dell'imparzialità degli organismi che rilasciano certificazioni, ispezioni e verifiche, e dei laboratori che effettuano prove e tarature.
L'Organismo Tecnicamente Accreditante (OTA) è il soggetto competente per l'istruttoria tecnica (verifiche e valutazioni tecniche) propedeutica al rilascio dei provvedimenti di accreditamento per le strutture sanitarie pubbliche e private.
Che differenza c'è tra accreditamento e certificazione?
La certificazione è uno dei vari tipi di valutazione della conformità. La differenza tra le due procedure, in apparenza simili, consiste nel fatto che, nel caso dell'accreditamento, si pone in primo piano il riconoscimento formale delle competenze.