Aiutare un bambino con disprassia richiede un approccio multidisciplinare (logopedia, terapia occupazionale, psicomotricità), costanza negli esercizi a casa e strategie didattiche personalizzate, come ridurre i compiti complessi in passaggi brevi, utilizzare rinforzi positivi e favorire l'uso di strumenti compensativi come il computer. L'obiettivo è migliorare la coordinazione, l'autonomia e l'autostima.
Nel caso di disprassia, la guarigione è possibile? Attualmente non esiste una terapia che sia in grado di risolvere del tutto il problema, però una terapia logopedista e psicomotricista adeguata in uno stadio precoce dell'età evolutiva può permettere al bambino di condurre una vita normale.
Come posso aiutare un bambino disprassico a scuola?
usare musica e ritmo per rinforzare i movimenti; scegliere adeguatamente le attività di gruppo in base alle difficoltà del bambino con disprassia: prediligere attività che non richiedano una coordinazione oculomanuale costante (es.
Per il bambino disprassico si rivela complicato compiere azioni quotidiane considerate semplici in relazione all'età: ad esempio vestirsi, allacciarsi le scarpe, salire le scale, mangiare, scrivere. In alcuni casi diventa difficile anche articolare le parole, gesticolare o comunicare emozioni.
Yoga e nuoto sono gli alleati. "Le attività sportive in cui un disprattico può cimentarsi - sottolinea la psicologa - sono in generale quelle che non richiedono grande coordinamento e quindi possono risultare più facili da gestire. Tra queste, ad esempio, lo yoga ed il nuoto.