Domanda di: Max Mancini | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2026 Valutazione: 4.2/5
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La castrazione maschile, eliminando la principale fonte di testosterone (i testicoli), provoca drastici cambiamenti fisici e ormonali. Se effettuata prima della pubertà, impedisce lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari (voce acuta, assenza di peli, sviluppo limitato dei genitali), mentre nell'adulto riduce drasticamente la libido, la potenza sessuale, la massa muscolare e aumenta il grasso corporeo, causando spesso un aspetto eunucoide.
E poiché il testosterone ha anche la funzione di stimolare il desiderio sessuale, il castrato non solo non è fertile ma è anche impotente. il Trattato sugli eunuchi, del 1707, spiegava come procedere alla castrazione.
Il “naturale” conseguente risultato della castrazione è infatti la mancata crescita laringea e delle corde vocali che pertanto mantengono pressoché l'estensione dell'età infantile, estensione che per una voce maschile dopo la pubertà è possibile “imitare” solo attraverso il ricorso al registro di falsetto.
la castrazione chirurgica è un intervento a tutti gli effetti con tutti i rischi connessi alla procedura; possibile incontinenza urinaria estrogeno-dipendente; possibile tendenza all'aumento del peso ponderale soprattutto in soggetti che eseguono ridotta attività fisica.
La vasectomia consiste nell'interruzione dei vasi deferenti, cioè dei condotti che portano gli spermatozoi dai testicoli al pene. Si tratta di una procedura chirurgica eseguita in anestesia per lo più locale, che prevede la chiusura e la separazione di entrambi i vasi deferenti.