Capire il ritmo di una poesia significa analizzare la sua musicalità interna, determinata principalmente dall'alternanza di sillabe accentate e non accentate (accenti ritmici), dalla lunghezza dei versi, dalle pause (cesure) e dagli enjambement. Un ritmo veloce è dato da versi brevi e accenti ravvicinati, mentre un ritmo lento si ottiene con versi lunghi, pause frequenti e punteggiatura.
Guida alle figure metriche. Le figure metriche sono 4: sineresi, dieresi, sinalefe e dialefe. La sineresi e la dieresi vengono utilizzate sulle sillabe all'interno della stessa parola, mentre la sinalefe e la dialefe agiscono su sillabe tra due parole contigue.
Il ritmo in poesia è l'andamento sonoro del verso, determinato dall'alternanza tra sillabe accentate e non accentate, dalla lunghezza dei versi e dalla disposizione delle pause. Esso contribuisce a dare musicalità al componimento, influenzando la percezione emotiva e il tono del testo.
I ritmi poetici si distinguono in ritmo veloce con accenti ravvicinati, ritmo lento con accenti lontani o fissi, e ritmo vario con accenti in posizioni diverse.
La sinalefe fonde la vocale finale di una parola con quella iniziale della successiva in un'unica sillaba metrica, riducendo il numero delle sillabe; la dialefe è l'esatto opposto: mantiene separate le due vocali, creando due sillabe distinte, spesso accentuando il ritmo, e si verifica quando una vocale finale e una iniziale di parole vicine non si fondono, come in "costì anima" (Dante), dove "costì-a" sono due sillabe separate.