Capire se la pillola anticoncezionale è troppo "leggera" (dosaggio ormonale basso) richiede il monitoraggio di effetti collaterali persistenti, in particolare lo spotting (perdite ematiche intermestruali) frequente, ciclo inesistente o molto scarso, e dolori mestruali persistenti. È essenziale consultare il ginecologo per valutare se il dosaggio è inadeguato alle esigenze fisiche.
Capire se la pillola non va bene implica monitorare effetti collaterali comuni (nausea, spotting, mal di testa, tensione al seno) che spesso passano, ma soprattutto prestare attenzione a segnali d'allarme più gravi come dolori addominali acuti, forte cefalea, visione offuscata, dolore o gonfiore alle gambe, che richiedono immediato consulto medico per escludere complicazioni serie come trombosi, ictus o altri problemi. È fondamentale anche valutare se l'efficacia potrebbe essere compromessa da dimenticanze, vomito/diarrea entro poche ore dall'assunzione o interazioni farmacologiche.
È la contraccezione ormonale di prima scelta nella donna che allatta. La pillola di solo progestinico ha il vantaggio di non aumentare il rischio di trombosi e di non influire sulla lattazione.
Klaira è un'ottima alternativa, perché contiene il dienogest, un progestinico particolarmente efficace nel “calmare” l'endometrio (e l'endometriosi), tanto vero che all'estero è approvato anche come farmaco singolo proprio per l'endometriosi.
La somministrazione della pillola per almeno tre anni riduce dell'80% il rischio di recidiva dell'endometrioma (ossia dell'endometriosi a localizzazione ovarica): si tratta quindi di una terapia sintomatica che però ha effetti positivi anche sulla progressione della patologia.